Processioni storiche di Mendrisio e antichi Trasparenti

L’impegno della Fondazione processioni storiche per i restauri della preziosa “Ancona” di Giovanni Bagutti. Un’importante iniziativa per salvaguardare un patrimonio storico-culturale locale. Un appello alla popolazione e alle società attive a Mendrisio e nella regione. Maggiori informazioni nel comunicato stampa in allegato.

Il giovedì e il venerdì della settimana Santa a Mendrisio

Religiosità popolare, misticismo, teatralità e arte descrivono insieme una tradizione che a Mendrisio si rinnova ogni anno dal lontano Seicento: le processioni storiche pasquali.

Uno spirito speciale aleggia lungo le vie del Centro storico nei giorni che precedono la Pasqua. Fascino e rispetto si mescolano negli animi di chi è pronto a fare da figurante la sera del giovedì o del venerdì Santo. Complici in questo gli antichi “Trasparenti”, dipinti su tele illuminate raffiguranti le scene della passione di Cristo secondo il nuovo Testamento che ornano il percorso di rito. Una selezione di tele antiche sono conservate e in mostra presso Casa Croci, oggi ribattezzata appunto “Museo del Trasparente”. A coronare il tutto, l’usanza di esporre al pubblico i costumi delle comparse (nel capannone presso il Museo d’arte).

Il momento è atteso e sentito sia dalla popolazione locale sia da migliaia di persone che giungono da ogni dove per vivere la spettacolarità delle due rappresentazioni. L’ottimo riscontro è motivo di grande soddisfazione in particolare per la Fondazione processioni storiche, promotrice dell’evento.

Di natura puramente storica, la processione del giovedì Santo, detta anche “funziùn di Giüdee”, rappresenta la “via crucis” di Cristo che sale al Calvario. Gli strumenti utilizzati e l’iconografia illustrata s’ispirano ai Vangeli. Intorno al 1900 furono acquistati preziosi costumi della sartoria del Teatro alla scala di Milano, che ancora oggi sono indossati da oltre duecento comparse.

Per sottolineare la venerazione dell’Addolorata, i Padri Serviti del Convento di San Giovanni – attuale sede del Museo d’arte – idearono nel 1451 la processione del venerdì Santo, detta anche “enterro” (funerale). Nella sua composizione attuale, sfilano oltre seicento persone con fanali e lampioni di fogge diverse e dipinti con scene sacre o di emblemi della passione. Nel buio e nel silenzio delle antiche strade si diffonde solo la luce dei lampioni. Tre formazioni musicali intonano brani funebri, mentre si assiste al passaggio dei simulacri del Cristo morto e della Vergine addolorata. I trittici – grandi Trasparenti che sovrastano il percorso – raffigurano nel dipinto centrale un episodio del Vangelo e in quelli laterali rimandi tematici all’antico Testamento.

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Ultimo aggiornamento: 19.06.2017