Adattamento, interpretazione e regia: Emanuele Santoro.
Con Claudia Klinzing, musicista.
“Quanto più cavalcava, tanto più il cavaliere grassoccio si faceva taciturno, perché le montagne sui due lati prendevano il sopravvento. «Ma come può un essere umano vivere qui?». Non lo disse, lo pensò. Sapeva che quanto più strette si fanno le valli, tanto più suscettibili si fanno gli uomini. Poteva bastare uno scherzo per rovinarsi i rapporti con loro. Ciò che non era com’era sempre stato gli pareva sospetto, cosa del demonio, il quale del resto aveva un ruolo di rilievo in quelle valli. Nel frattempo, il mal di testa non gli era ancora passato…”. Lo spettacolo propone una rilettura della celebre vicenda del cacciatore urano attraverso la penna ironica, dissacrante e corrosiva di Max Frisch, che smonta il mito dell’eroe e padre fondatore della Confederazione elvetica. Perché la storia di Guglielmo Tell, come molte grandi storie che attraversano i secoli, vive meno nella certezza dei fatti realmente accaduti che nella forza con cui è stata raccontata, tramandata e trasformata nel tempo.
Entrata libera.