La città delle bambine e dei bambini

Aderendo al modello internazionale “La città delle bambine e dei bambini”, Mendrisio è il primo comune pilota a livello svizzero. Un’esperienza di promozione dei diritti dell’infanzia.

Insediato il Consiglio delle bambine e dei bambini

Bambine e bambini entusiasti ed emozionati hanno ricevuto nella sala del Consiglio comunale i loro attestati di consigliere e consigliera, firmati in diretta dal sindaco Samuele Cavadini. Una cerimonia, quella che si è svolta martedì 30 marzo 2021, che va ben oltre il valore simbolico. La città delle bambine e dei bambini è infatti un progetto concreto che promuove attivamente la partecipazione delle bambine e dei bambini nella vita della comunità. Avviato dal Dicastero politiche sociali (Ufficio famiglie e giovani) in stretta collaborazione con il Dicastero istruzione, il progetto fa di Mendrisio la prima città pilota a livello svizzero.

«I bambini e le bambine – osserva la capa Dicastero politiche sociali Françoise Gehring – rappresentano una delle categorie sociali che animano la vita comunitaria e contribuiscono ad arricchire lo sguardo degli amministratori e delle amministratrici comunali.  Sono anche in grado di rappresentare l’altro, il diverso, stimolando l’adulto ad avere una percezione della realtà più completa e inclusiva. La città dei bambini e delle bambine si propone pure di restituire anche ai più piccoli lo spazio pubblico della città». Per Samuel Maffi, capo Dicastero istruzione, questo percorso innovativo ha un’importante rilevanza pedagogica: «Questo progetto fornisce importanti strumenti di educazione a una cittadinanza attiva in una società democratica, perché la partecipazione è un elemento fondamentale di stabilità democratica. Da qui l’importanza di riflettere su alcune questioni, quali la funzione della partecipazione nello sviluppo sostenibile e il posto della scuola nell’educare alla partecipazione e quindi alla democrazia». Per i due municipali, La città dei bambini e delle bambine è dunque un investimento nella Mendrisio del futuro.

Iter comunale

Il Dipartimento della sanità e della socialità, attraverso l’Ufficio del sostegno a enti e attività per le famiglie e i giovani – l’UFaG – ha organizzato il 6 e 7 febbraio 2020 due incontri con il prof. Francesco Tonucci, pedagogista, ricercatore all’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione e del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma (CNR), nell’ambito degli eventi organizzati per l’anniversario della Convenzione ONU. Le presentazioni rivolte agli amministratori comunali e agli addetti ai lavori del settore infanzia avevano come obiettivo la sensibilizzazione a una “nuova filosofia di governo delle città”, auspicando l’adesione al modello come prima esperienza svizzera alla rete internazionale.
Dando seguito a questa proposta cantonale e sulla scia dell’adesione al Programma federale Primokiz 2 e allo sviluppo di un ufficio preposto per le tematiche dell’infanzia, l’Ufficio famiglie e giovani della Città ha avviato l’iter con la sede centrale del progetto a Roma.
La Città di Mendrisio ha aderito formalmente al modello nel giugno 2020 con una risoluzione municipale, entrando a far parte di una rete internazionale di città. L’attuale rete è composta da circa 200 città e si sviluppa tra Italia, Spagna, Argentina, Uruguay, Colombia, Massico, Perù, Cile, Libano e Turchia. Ogni realtà ha poi declinato il modello in base alle proprie caratteristiche territoriali, peculiarità e priorità.

Modello

Nato a Fano nel maggio 1991, il progetto è stato ideato ed è tuttora coordinato da Francesco Tonucci (2015). Il preciso intento politico è di contribuire a promuovere un cambiamento di paradigma nel governo della città, assumendo la bambina e il bambino, al posto dell’adulto lavoratore auto-munito, quale parametro di riferimento della qualità della vita sociale. La premessa teorica, che legittima questo cambio di prospettiva, risiede nella convinzione che la centratura sui bisogni di bambine e bambini assicuri agli/alle abitanti una città sicura, inclusiva e garante delle diversità: uno spazio urbano che incrementi la qualità della vita per tutti e per tutte.
Bambini e bambine – di diritto già cittadini e cittadine e non “futuri/e” cittadini/e –  vivono quotidianamente il territorio e le sue dinamiche, quindi devono essere coinvolti nell’assumere un ruolo attivo nel processo di cambiamento e nel rapporto tra città e residenti, poiché sono considerati competenti.

Richiamo alla Convenzione ONU

Edificato sui principi emanati dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, il progetto ha la volontà e l’ambizione di garantire concretamente il rispetto di importanti articoli enunciati dalla Carta:

  • art. 3  – l’interesse superiore del bambino sulle decisioni che lo riguardano;
  • art.12 – esprimere liberamente la propria opinione e che questa venga presa in considerazione;
  • art. 13 – libertà di espressione;
  • art. 31 – diritto al gioco e al tempo libero.

Sviluppi operativi

Con il supporto dei Dicasteri politiche sociali, ambiente e istruzione, l’Ufficio famiglie e giovani della Città si occuperà di coordinare le sedute del Consiglio e di organizzare laboratori ludico/creativi che affronteranno vari temi riguardanti la progettazione di spazi urbani, la mobilità in autonomia e l’elaborazione di proposte e idee da sottoporre al Municipio. Valorizzando le competenze, peculiari di questa fascia di cittadine e cittadini, quali la creatività, la fantasia, la curiosità e il saper giocare da soli e con gli altri, diverranno questioni centrali l’inclusione delle diversità e la sensibilità rispetto ai bisogni altrui. La Città acquisirà, quindi, un’ulteriore e preziosa chiave di lettura, al fine di orientare i progetti futuri e le scelte di governo.

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Ultimo aggiornamento: 14.04.2021