LaFilanda Conferenze

Chi non sa tacere nuoce alla patria!

Il Ticino e la Seconda guerra mondiale tra censura, autocensura e rimozioni

Mendrisio

  • 20:00
Immagine ironica sul tema del segreto militare nella Seconda guerra mondiale. Lo slogan «Chi non sa tacere nuoce alla patria!», diffuso in modo martellante, benché riferito al mantenimento del segreto militare, era da tutti interpretato in modo più ampio come un imperativo al silenzio anche su questioni politiche.

Durante la Seconda guerra mondiale, non solo le potenze belligeranti, ma anche gli Stati neutrali sottoposero tutti i media (quotidiani, periodici, libri, radio, cinema, ecc.) al controllo della censura. Si sosteneva che, in nome della neutralità, fosse necessario mantenere un certo equilibrio di giudizio tra i due blocchi belligeranti. In realtà, l’obiettivo era soprattutto di non urtare in alcun modo la suscettibilità dei temibili regimi totalitari che circondavano la Svizzera: il fascismo italiano e il nazismo tedesco. Come funzionava la censura? In che modo ha inciso sulla costruzione della memoria della Seconda guerra mondiale? Perché questa pagina di storia nazionale continua a provocare un profondo disagio. Di solito le conferenze si tengono al termine di una ricerca, per presentare una pubblicazione. Questa volta Bazzocco apre le porte della sua officina storiografica e illustra alcune linee interpretative e fonti inedite di un progetto in corso.

Relatore: Adriano Bazzocco, Dr. phil., giurilinguista presso la Cancelleria federale, storico e ricercatore  indipendente. Tra le sue pubblicazioni: Spalloni e bricolle. Storia sociale del contrabbando al confine tra Italia e Svizzera 1861–1939, Berna 2025 (www.dodis.ch/it/q25); «Accolti e respinti. Gli ebrei in fuga dall’Italia durante la Seconda guerra mondiale: nuove analisi e nuovi dati», in: Archivio Storico Ticinese 170 (2021), pagg. 32–57; «Censura e autocensura in Ticino», in: Il Ticino e la guerra. Politica, economia e società dal 1939 al 1945, Quaderno dell’Associazione Carlo Cattaneo n. 64, Lugano, 2009, pagg. 49–59.

A cura di

Circolo di cultura Mendrisio e dintorni