Aurelio Garobbio, giornalista e scrittore, è funzionario con mansioni speciali presso l’ufficio stampa di Mussolini dal 1933 al 1945. Studioso di tradizioni linguistiche, dialettali, etniche, culturali delle regioni alpine, promotore in Italia della geopolitica, cura collane d’opere irredentistiche e mira a unire all’Italia la Svizzera italiana in caso d’implosione della Confederazione plurinazionale. Aderente alla Repubblica sociale, è ricevuto da Mussolini a Salò e a Milano, in 13 udienze, tra il 16 novembre 1943 e il 25 aprile 1945. Nel dopoguerra attivo per il servizio informazioni della presidenza del Consiglio e per l’Istituto di Studi Politici Internazionali, pubblica libri di storia, geografia, tradizioni, favole delle sue montagne, divulgando un patrimonio di cultura popolare.
Trascorsi decenni dalle passioni nazionalistiche del tempo, questa conferenza è intesa a rievocare sia la personalità che gli ideali del controverso protagonista, sia il clima in cui ha trovato linfa il fenomeno, peraltro assai minoritario, dell’irredentismo ticinese.
Relatore: Marino Viganò, diplomato in scienze politiche all’Università Cattolica di Milano, addottorato in storia militare a Padova, ha operato per la Commissione indipendente d’esperti «Svizzera-Seconda guerra mondiale» (1998-99) e la Commissione per la ricostruzione delle vicende e le attività di acquisizione in Italia dei beni dei cittadini ebrei (1998-2001). Direttore di una fondazione milanese, ha curato: A colloquio con il Duce, di Aurelio Garobbio (Milano 1998); «Sopravvivere alle rovine» - Diario privato di un banchiere (Roma 1943-1945), di Massimiliano Majnoni (Torino 2013); «Io credo nella libertà, credo nella democrazia» - Diario 1943-1952, di Stefano Jacini (Torino 2025).