LaFilanda Mendrisio

Perché tutti sono benvenuti

L'edificio

Agosto 2018: interni in allestimento!
Certificazione Minergie TI-479

Il progetto

Nata sul modello delle “nuove biblioteche” – già affermatosi con successo in molte località svizzere ed europee – LaFilanda è al contempo biblioteca, ludoteca, videoteca, audioteca, punto d’informazione, di ristoro, di studio, di ricerca, di passatempo. Si può entrare per leggere il giornale, giocare, navigare in rete, ma anche per conferenze, piccole fiere, corsi e riunioni. Il progetto è stato realizzato dalla città di Mendrisio, con il contributo del Cantone Ticino. La Biblioteca cantonale di Mendrisio trova la sua rinnovata sede nel contesto del centro LaFilanda e funge da luogo d’incontro, di attività e di scambio per tutta la regione del Mendrisiotto e Basso Ceresio.

LaFilanda si propone quale:
Luogo accogliente, nel quale promuovere l’incontro tra le persone, in un’atmosfera conviviale e in spazi confortevolmente arredati.
Luogo polivalente, con un’ampia offerta di servizi e attività per trascorrere in modo stimolante il tempo libero, in uno spirito di condivisione, con spunti di lettura, di formazione e di svago.
Luogo aperto a tutti, senza distinzione di età, sesso o provenienza.

Ad animare il centro vi è l’entusiasmo e la vivacità di tante persone motivate che hanno deciso di mettere a disposizione parte del proprio tempo a titolo di volontariato. Sono i cosiddetti “Filanderi” che collaborano alla vita del centro durante il generoso orario di apertura, dalle 9 del mattino alle 9 della sera, dal lunedì alla domenica.
La struttura è facilmente accessibile: si trova direttamente su una via di transito, con la fermata specifica del bus “Filanda” e una sessantina di posteggi nell’autosilo adiacente. È raggiungibile a piedi in pochi minuti da qualsiasi punto della città.

LaFilanda: una fabbrica dove si intrecciano idee e storie, si incrociano pensieri e saperi, si inventano giochi, si realizzano sogni, si sfogliano pagine di vita.

Perché si chiama Filanda?

Fino al tardo Ottocento le industrie di Mendrisio erano concentrate nell’abitato, prevalentemente nella zona di Bena a monte del nucleo storico. Fu solamente con i primi anni del Novecento che lasciarono progressivamente il centro per stabilirsi nei pressi della stazione e poi nella pianura di San Martino, vicino alle vie di comunicazione più importanti come la ferrovia e l’autostrada. Con la sua tradizione rurale della piantagione dei gelsi e dell’allevamento del baco da seta, il Mendrisiotto poteva dirsi terra di filatori e filatrici. Nel 1834 si contavano ben trentadue filande attive. Eretta nel 1873 nel cuore del borgo di Mendrisio, la filanda Torriani-Bolzani diede giornalmente lavoro a trecentocinquanta persone, in gran parte donne e bambine. Nel pieno della sua attività, l’alta ciminiera non cessava di dare sfogo ai vapori. Dalle finestre spalancate uscivano sia i canti delle filandère che cercavano un sollievo alle loro fatiche sia il tanfo dei forni e delle bacinelle dove periva la crisalide. Assorbita dai fratelli Torricelli di Lugano, la filanda cessò l’attività nel 1931. In seguito, l’immenso edificio continuò a ospitare piccole fabbriche e alcuni alloggi. Con il tempo raggiunse un degrado tale che il municipio ne ordinò lo sgombero, in attesa del suo abbattimento per ragioni di sicurezza. La società anonima Nuovo centro commerciale Filanda lo acquistò e lo ristrutturò tra il 1982 e il 1988 per mano dell’architetto Ivano Gianola. Il progetto mantenne la struttura muraria perimetrale come memoria di una tipologia tipica dell’Ottocento industriale. Il volume comprendente un piano rialzato e i parcheggi sotterranei fu invece aggiunto a nuovo.

Fonte M. Medici, Storia di Mendrisio, Banca Raiffeisen, Mendrisio 1980.

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Ultimo aggiornamento: 10.12.2018