LaFilanda Mendrisio

Perché tutti sono i benvenuti

Nata sul modello delle “nuove biblioteche” e aperta al pubblico dal 15 settembre 2018, LaFilanda è al contempo biblioteca, ludoteca, videoteca, audioteca, punto d’informazione, di ristoro, di studio, di ricerca, di passatempo. Si può entrare per leggere il giornale, giocare, navigare in rete, ma anche per conferenze, piccole fiere, corsi e riunioni. Il progetto è stato realizzato dalla città di Mendrisio, con il contributo del Cantone Ticino. La Biblioteca cantonale di Mendrisio trova la sua rinnovata sede nel contesto del centro LaFilanda e funge da luogo d’incontro, di attività e di scambio per tutta la regione del Mendrisiotto e Basso Ceresio.

L’edificio è uno stabile certificato Minergie (TI-479).

Perché si chiama Filanda?

Fino al tardo Ottocento le industrie di Mendrisio erano concentrate nell’abitato, prevalentemente nella zona di Bena a monte del nucleo storico. Fu solamente con i primi anni del Novecento che lasciarono progressivamente il centro per stabilirsi nei pressi della stazione e poi nella pianura di San Martino, vicino alle vie di comunicazione più importanti come la ferrovia e l’autostrada. Con la sua tradizione rurale della piantagione dei gelsi e dell’allevamento del baco da seta, il Mendrisiotto poteva dirsi terra di filatori e filatrici. Nel 1834 si contavano ben trentadue filande attive. Eretta nel 1869 nel cuore del borgo di Mendrisio, la filanda Torriani-Bolzani diede giornalmente lavoro a trecentocinquanta persone, in gran parte donne e bambine. Nel pieno della sua attività, l’alta ciminiera non cessava di dare sfogo ai vapori. Dalle finestre spalancate uscivano sia i canti delle filandère che cercavano un sollievo alle loro fatiche sia il tanfo dei forni e delle bacinelle dove periva la crisalide. Assorbita dai fratelli Torricelli di Lugano, la filanda cessò l’attività nel 1931. In seguito, l’immenso edificio continuò a ospitare piccole fabbriche e alcuni alloggi. Con il tempo raggiunse un degrado tale che il municipio ne ordinò lo sgombero, in attesa del suo abbattimento per ragioni di sicurezza. La società anonima Nuovo centro commerciale Filanda lo acquistò e lo ristrutturò tra il 1982 e il 1988 per mano dell’architetto Ivano Gianola. Il progetto mantenne la struttura muraria perimetrale come memoria di una tipologia tipica dell’Ottocento industriale. Il volume comprendente un piano rialzato e i parcheggi sotterranei fu invece aggiunto a nuovo.

Fonte M. Medici, Storia di Mendrisio, Banca Raiffeisen, Mendrisio 1980.

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Ultimo aggiornamento: 30.03.2021